L’informaveloce mensile – Edizione MAGGIO 2022

1° MAGGIO NEL NOME DI SEBASTIANO BONFIGLIO

È una lunga strage quella dei sindacalisti uccisi dalla mafia. Una strage che inizia più di un secolo fa – nella seconda metà dell’Ottocento – e che continua subito dopo la seconda guerra mondiale. Da una parte i ricchi proprietari e i campieri che difendevano il feudo, dall’altra un popolo affamato che occupava le terre. Al fianco dei contadini e dei braccianti c’erano loro, i sindacalisti. Tutti bersaglio dei boss e dei possidenti. Una mattanza senza fine.

Morirono davvero in tanti ma nessuno li ricorda o sa esattamente chi sono quei “tanti”, sono spesso solo nomi incisi su ceppi e lapidi. E tra questi nomi spicca quello di Sebastiano Bonfiglio, ricordato ogni anno a Valderice il primo maggio.

Il 3 ottobre 1920 Sebastiano Bonfiglio venne eletto primo cittadino del comune di Monte S. Giuliano. In questo suo ruolo Bonfiglio mise tutto il suo impegno, promuovendo iniziative per la difesa degli interessi della popolazione contadina e degli artigiani, ed opponendosi con forza e determinazione ad ogni atto di violenza dei mafiosi e dei grandi latifondisti locali, che avevano amministrato il comune e che stavano ancora in consiglio per far prevalere gli interessi delle loro influenti famiglie sull’interesse generale della popolazione. Quando morì Sebastiano Bonfiglio aveva quarantadue anni.

Era nato nella borgata rurale di San Marco (Valderice alias Paparedda). Probabilmente fu per un comprensibile spirito di rivalsa che Sebastiano Bonfiglio, appena eletto sindaco, fece adottare la delibera consiliare del 23 gennaio 1921, che spostava il capoluogo dalla vetta ericina alla frazione di S. Marco-Paparella.

Nel 1899, Bonfiglio fondò la società agricolo-operaia di mutuo soccorso, con cui diede inizio al suo crescente impegno politico-sociale.

Nei primi anni del ‘900, spinto da una forte voglia di conoscenza, studiò da autodidatta e riuscì a conseguire il diploma di maestro elementare e successivamente quello di ingegnere agronomo.

Fu lui a fondare e dirigere la prima sezione del partito socialista di Monte S. Giuliano, cominciando a criticare nettamente, tramite i giornali locali, gli amministratori locali distanti dai veri problemi della stragrande maggioranza della popolazione e unicamente votati alla difesa degli interessi delle poche ricche famiglie della zona.

Al congresso nazionale del P.S.I., che si svolse a Livorno nel 1921, e venne eletto membro della Direzione nazionale socialista.

La mafia, in difesa degli interessi dei latifondisti ed agrari, era già intervenuta con ferocia, la dove più acuti furono i conflitti agrari: a Salemi, Castelvetrano, Paceco, nell’Agro Ericino, uccidendo capilega e dirigenti di cooperative.

Alla schiera di questi martiri, il 10 giugno 1922 si aggiunse quello di Sebastiano Bonfiglio, combattente socialista, sindaco di Monte San Giuliano e membro della Direzione del Psi.

Quest’anno ricorrerà il centenario del suo assassinio e un comitato civico, assieme all’ Amministrazione Comunale sta preparando il centenario per ricordarne la figura.

PRIMO MAGGIO FEST

Dopo due lunghi anni di stop, finalmente a Lido Valderice è tornato il “concertone” del Primo Maggio: quest’anno La Pro Loco ha fatto le cose in grande ed ha organizzato l’evento “Primo Maggio Fest” per due intere giornate in cui la parola d’ordine è stata divertimento, divertimento puro.

L’elemento principale di questa manifestazione è stato come sempre la musica dal vivo, ma non è stato l’unico ovviamente, ci sono stati: giochi per bambini, animazione e i mitici carruzzuna; una mostra di artigianato locale; stand per degustare una buona pizza o un buon “cabbucio”; un bel giro in bici nella mattinata di domenica 1 Maggio; ed infine è tornato il mitico Papareddopoly, una versione rivisitata ed a misura d’uomo del classico “Monopoly”, interamente ambientato nella nostra Valderice.

La Pro Loco si è impegnata tantissimo per riportare questo evento in essere e la gente ha risposto prontamente, infatti centinaia di persone si sono riversate lungo i marciapiedi di Lido Valderice e davanti al palco per cantare e ballare insieme in allegria. Il tutto è stato presentato da Claudia Parrinello, sempre abile nel suo ruolo.

Quest’anno inoltre anche chi non è era fisicamente presente ha potuto seguire l’evento in diretta streaming ed addirittura rivederlo per intero il giorno dopo.

La Presidente Maria Anna Pavia, chiamata sul palco insieme al Sindaco Francesco Stabile, ha ringraziato tutte le band che si sono esibite, i presenti e tutti coloro i quali hanno reso possibile la realizzazione di questa magnifica manifestazione: dai soci della Pro Loco, agli sponsor, le associazioni che hanno collaborato, i media partner ed ogni singolo collaboratore. L’appuntamento è per l’anno prossimo, affinchè la gioia e l’allegria ritornino ad essere una costante del Primo Maggio.

UN LIBRO PER AMICO

Come ormai consuetudine, anche per il mese di Maggio, vi presentiamo un nuovo numero della rubrica “Un libro per amico”. Ogni mese vi proponiamo un nuovo libro da leggere, attraverso cui suonare le note della nostra sicilianità. Per il terzo numero della rubrica, vi presentiamo un libro tutto siciliano, ovvero “La Mennulara”, opera best seller della scrittrice palermitana Simonetta Agnello Hornby.

Già dal titolo, se ne percepisce la sicilianità, in quanto evoca un frutto a noi caro, “la mennula”.

Ma entriamo più nel vivo del primo romanzo della nostrana Simonetta Agnello, coniugata Hornby.

La Mennulara” è un romanzo di grande successo edito nel 2002, vincitore di innumerevoli premi, tra cui il “Premio Stresa di Narrativa”.

La trama del romanzo si svolge attorno a un personaggio centrale, Rosalia Inzerillo, detta la Mennulara (raccoglitrice di mandorle), raccontandone la vita e la morte, con vicende che si intrecciano come a tessere una spirale. Cornice del racconto è la Sicilia che, apparendo nella sua maestosità, non può, per contro, nascondere tutte le sue contraddizioni.

Il romanzo si ambienta nel paese di Roccacolomba e si apre proprio con la morte di Rosalia Inzerillo, la nostra Mennulara, avvenuta il 23 settembre del 1963. L’appellativo di Mennulara le è stato attribuito perché in gioventù fu una raccoglitrice di mandorle, come tante altre sue coetanee e conterranee.

Rosalia, però, dotata di una spiccata intelligenza, abbandonò presto i campi di mandorle per approdare a casa della famiglia Alfallipe, per cui ricoprì il ruolo di domestica, sin dalla giovane età di tredici anni.

Sebbene ciò, però, Rosalia, forte delle sue virtù, nonostante non sapesse scrivere ma solo leggere, non ricoprì solo il ruolo di cameriera ma ben presto divenne per gli Alfallipe amministratrice dei beni di famiglia, diventando un punto cardine proprio per quella famiglia che l’aveva accolta.

Rosalia, di fatto, permise a ciascuno dei componenti della famiglia Alfallipe di rincorrere i propri sogni e realizzarli, senza dover rispondere alle preoccupazioni materiali che derivavano dalla loro ricchezza.

La Mennulara, però, portava sulle spalle il fardello delle sue responsabilità e sebbene fosse riuscita nella vita, portava sempre dietro tutte le disgrazie che aveva subito sin dalla fanciullezza, come la perdita del padre e la conseguente responsabilità di dover mantenere la madre e la sorellina malate.

Tutta questa sofferenza si traduceva nella costruzione di un’apparenza di freddezza che incuteva timore e rispetto reverenziale. La Mennulara divenne presto un personaggio scomodo per la Roccapalumba degli anni 60/70 e tutti in paese spettegolavano su di lei e su come avesse accumulato ricchezze in modo poco chiaro, forse addirittura grazie ai suoi rapporti con un mafioso.

Il romanzo, di forte interesse, si sviluppa in piccoli capitoli, ognuno caratterizzato da un titolo quasi boccaccesco, attraverso cui, di volta in volta con un io narrante sempre diverso, si costruisce il personaggio di Rosalia Inzerillo, ponendosi il costante interrogativo “Vittima o carnefice?”.

Il romanzo di Simonetta Agnello Hornby è un vero e proprio piacere per gli occhi e per la mente, perché in modo brioso riesce a tratteggiare un personaggio forte, capace di tenere testa a vecchi retaggi della cultura siciliana, come il pettegolezzo.

Sullo sfondo si muove la nostra amata Sicilia, descritta a pieno nelle sue contraddizioni.

Concludendo, un consiglio: “Leggetelo!”.

CURSA DI CARRUZZUNA

Nella giornata del 29 Maggio 2022 si è svolto il 2° Campionato Agroericino “Cursa di Carruzzuna“, organizzato dalla Pro Loco di Valderice. Alle ore 15:00 si sono svolte le iscrizioni, mentre alle 16:30 circa sono iniziate le prime discese di prova con successiva gara. La partenza è avvenuta dalla Via Valenti per finire poi in Viale Rosmini. I partecipanti sono stati inseriti in quattro categorie: mini, junior, senior e open, qualcuno partecipando anche in più categorie. L’evento ha visto come protagonisti grandi e piccoli e soprattutto tanti sorrisi e divertimento. Ogni partecipante ha curato il proprio “carruzzune” nei minimi dettagli, sia a livello estetico che funzionale, creando un gioco di colori e di forme che hanno reso il tutto unico e originale. L’evento si è protratto fino al tardo pomeriggio concludendosi con le premiazioni di ogni categoria.

GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO

Il 23 Maggio 1992 è una data che nessuno può dimenticare: alle ore 17:58, lungo l’autostrada A29, una carica di ben 500 chilogrammi di tritolo azionò un’esplosione all’altezza dello svincolo per Capaci, così violenta da sventrare un intero tratto autostradale, che causò la morte del magistrato Giovanni Falcone, la moglie, anch’essa magistrato, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Sono trascorsi ben trent’anni da quello che fu uno degli attentati più violenti mai eseguiti dalla mafia siciliana, ed ancora oggi purtroppo troppi interrogativi rimangono irrisolti, troppi misteri annebbiano la verità.

Per questi eventi storici molti posseggono un ricordo in merito a cosa stavano facendo o dove si trovassero quando la notizia venne diramata, ma anche chi non era ancora nato, ad ogni commemorazione, ad ogni testimonianza di chi c’era, ad ogni libro, film, documentario ecc che riporta i fatti della strage di Capaci non può non avvertire i brividi, perché è impossibile non sentirsi coinvolti da una delle pagine più buie della storia della lotta alla mafia.

Quest’anno l’Amministrazione comunale di Valderice, nella persona del Sindaco Francesco Stabile insieme alle Assessore M. Iovino e A.M.Mazzara, ha reso omaggio alle vittime della strage di Capaci accompagnando a Palermo, presso il Centro di Aggregazione la “Casa di Paolo” , una delegazione della nostra scuola G. Mazzini. Il punto è questo: qualsiasi commemorazione, anche per questo speciale trentesimo anniversario, è fine a se stessa se non è associata, durante i restanti 364 giorni dell’anno, alla cultura della legalità, a tutti i livelli, da praticare e trasmettere alle nuove generazioni perché gli uomini passano ma le idee restano!