L’informaveloce mensile – Edizione MARZO 2022

RACCOLTA PER L’UCRAINA

In questo delicato periodo storico anche la Pro loco di Valderice ha voluto contribuire concretamente per aiutare in qualche modo tutti coloro i quali soffrono a causa dell’attuale conflitto bellico sul territorio ucraino.

Per questo motivo la nostra sede presso il Molino Excelsior è stata, e continua, ad essere adibita come punto di raccolta per aiuti umanitari destinati al territorio ucraino: raccogliamo generi di prima necessità, kit di pronto soccorso, kit sanitari ed alimenti a lunga conservazione; questi sono smistati in scatoloni che vengono successivamente consegnati al centro di raccolta di Trapani presso il comando dei Vigili Urbani.

Siamo grati a tutti coloro i quali hanno già risposto alla richiesta portando ciò che gli era possibile donare e invitiamo chiunque volesse a recarsi presso la nostra sede per continuare a contribuire, siamo aperti dal martedì alla domenica, dalle ore 09:00 alle ore 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.

Inoltre il territorio valdericino ospiterà anche alcuni rifugiati dalla guerra, attraverso la Caritas, e siamo riusciti a metterci in contatto con Frate Damiano per fare avere parte degli aiuti umanitari direttamente a loro quindi continuiamo a donare quello che si può!

NON REGALIAMO SOLO MIMOSE

L’otto marzo ricorre la Giornata internazionale dei diritti della donna, ricorrenza a cui aderisce anche l’Italia dal lontano 1922.

Tutti noi siamo più soliti chiamarla “Festa della donna”, a volte svalutando la vera importanza di questa ricorrenza, limitandoci a semplici gesti simbolici che, attenzione, sono sempre importanti, ma inutili se non collegati ad azioni concrete.

Innanzitutto l’istituzione di tale celebrazione è spesso legata ad un tragico evento accaduto a New York nei primi anni del ‘900, dove centinaia di donne morirono a causa di un rogo all’interno di una fabbrica. Però, dopo ricerche durate anni si può affermare che questa sia più verosimilmente legata in un primo momento alla lotta in America per il suffragio universale e divenne una celebrazione ufficiale solo dopo la risoluzione ONU del 1977, che istituì la  “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” per riconoscere il ruolo della donna negli sforzi di pace, riconoscendo anche l’urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale di ogni paese.

Ad oggi però la realtà dei fatti ci riporta una perdurante e considerevole discriminazione nei confronti delle donne, in special modo lo si evince guardando il mondo del lavoro. In particolare possiamo analizzare alcuni dati di un rapporto del 2020 del Global Gender Report: a livello globale, la parità di genere si attesta al 68,6%; negli ultimi 50 anni, 85 stati non hanno avuto capi di stato donna; in termini di partecipazione economica, il divario di genere impiegherà 257 anni per colmarsi (rispetto ai 202 anni nel rapporto del 2019); a livello globale, solo il 55% delle donne (di età compresa tra 15 e 64 anni) è coinvolto nel mercato del lavoro rispetto al 78% degli uomini.

In questo anno particolare, ove l’Europa è attualmente interessata da un conflitto bellico, il Comune di Valderice ha voluto celebrare questa ricorrenza esponendo davanti al Municipio delle fotografie per ricordare le 36.000 donne impegnate sul fronte della guerra in Ucraina, ma soprattutto le tante sfaccettature di una Donna, capace di imbracciare un fucile per difendere il proprio Paese, ma capace anche di dare assistenza e conforto ai soldati russi che si arrendono.

Quindi è giusto che ognuno di noi celebri l’8 marzo m a ricordiamoci tutti che una mimosa è un bel regalo, ma la parità di trattamento e di diritti è insuperabile.

UN LIBRO PER AMICO

Anno nuovo… Numero nuovo. Vogliamo inaugurare con il numero di Marzo una nuova rubrica, attraverso cui continueremo a parlare di personaggi illustri. Questa volta, però, non saranno nostri compaesani, bensì personaggi che hanno portato la Sicilia, la nostra bella terra, sul palcoscenico della Letteratura Nazionale e Internazionale.

Dunque, aria di novità. Vi presentiamo la rubrica “Un libro per amico”, che vi farà compagnia ogni mese sul nostro blog. Percorreremo le strade della nostra Sicilia, “terra d’amuri”, attraverso i contenuti di libri più o meno conosciuti ma che, secondo noi, devono abitare le librerie di ciascuna casa.

Per il primo numero, vogliamo presentarvi un libro dal titolo “colorato”:

Chissà come dicono minchia in Malesia

Libro edito dalla nostrana casa editrice “Il Palindromo”, in attività dal 2013 e con sede a Palermo, e scritto dalla sapiente penna del Palermitano Gualtiero Sanfilippo, al suo esordio come scrittore.

Il libro si presenta come un viaggio che, allontanando da casa, ci fa ritrovare proprio quella casa. Lo scrittore racconta, con sottile umorismo e disarmante nostalgia, un itinerario travagliato e bellissimo che trasforma una terra lontana ma affascinante ed esotica in un luogo familiare, dove riscoprire un sentimento tipico della fanciullezza: la meraviglia.

Egli ci racconta di luoghi e di dettagli che gli occhi europei non sono più abituati a vedere, ci racconta di una natura incontaminata e di un mondo che presto diventa lo specchio della sua anima. Già la copertina del libro ci evoca al pensiero del “viaggio”, concetto ricorrente nella Letteratura Italiana. Una copertina bianca, su cui spicca il mare azzurro dello stesso colore del cielo e la figura di un ragazzo con una valigia, a sua volta riflessa nell’acqua.

Questa locandina, semplice, altro non è che una metafora dell’intero libro.

Questo libro, pervaso su ognuna delle singole 225 pagine dal concetto del viaggio come mutamento, ci spinge ad abbandonare le nostre certezze per provare a costruirne delle altre. Ma in ciascuna delle nuove certezze costruite non si deve mai abbandonare la “casa”, concetto comunemente diffuso tra noi siciliani, che, pur lontani, non perdiamo occasione mai per farci ritorno. Allontanarsi da casa per farci ritorno e ritrovare quello che, quando lo abbiamo lasciato, ci sembrava vecchio, ovvio e che adesso, al ritorno vediamo con una luce nuova. Intanto occorre camminare, sempre.

Ma pur in un mondo nuovo, si cerca sempre di architettare un qualcosa che ci faccia sentire meno soli, meno lontani da casa. E allora: “Chissà come dicono minchia in Malesia”.

Una locuzione che, nel linguaggio comune, soprattutto nel palermitano è diventato un ovvio intercalare, per i malesi, invece, è un neologismo che nella sua novità risponde al bisogno di ritrovare casa.

Il libro che vi sto presentando narra di un ragazzo siciliano che si allontana dal proprio nido per intraprendere un flusso di coscienza, più che un viaggio, fino a trovarsi faccia a faccia con le proprie paure e insicurezze.

Vi lascio con una frase che, io personalmente, ho sottolineato più volte leggendo il libro:

“Perché tutti noi vogliamo cambiarlo questo mondo, dire la nostra, renderlo migliore. Ma c’è un solo ostacolo quando ci si professa quest’obiettivo, quando si è soli contro tutti: ebbene, l’ostacolo è l’altra parte del mondo. Stringergli la mano, trarne esperienza. Solo dopo si può iniziare.”

Al prossimo mese, cari lettori, e non dimenticate mai di avere “un libro per amico”.

IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA PANDEMIA

Due anni fa abbiamo visto in tv le immagini, che tutti noi abbiamo ancora negli occhi, di quei camion militari che portavano via decine e decine di vittime, percorrendo lentamente quello stradone che attraversava la città di Bergamo. In quel momento credo che la percezione della gravità della pandemia sia arrivata a tutti noi, e a tutti gli Italiani. Nessuno potrà mai dimenticare, nel corso della propria vita, la drammaticità di questo periodo di pandemia.

La privazione degli affetti, la lontananza dei nonni dai nipoti, dei figli dagli anziani genitori. Tutto paradossalmente per proteggere chi invece ami di più.

Oggi questo momento di ricordo, vuole essere un doveroso raccoglimento per chi ha vissuto la tragedia nella tragedia, ossia, per chi ha perso la vita a causa del virus, e di conseguenza per chi ha perso un familiare, un amico, un conoscente. Abbiamo ricordato e commemorato, in particolar modo, le vittime valdericine, alla presenza dei familiari, soffermandoci per un momento di raccoglimento e preghiera.

Un virus che piano piano, grazie alla campagna vaccinale, fa meno paura ma continua a mietere vittime. Due anni fa combattevano contro un male invisibile e dovevamo uscirne migliori, invece oggi, a distanza di due anni, venti di guerra si avvicinavano sempre più.  L’inno di Mameli, poi la tromba che esegue il silenzio e la lettura dei nominativi valdericini morti a causa del Covid. Infine il volo dei palloncini, ha rappresentato un segno di speranza, affinché il nostro Paese possa risorgere al più presto, così da ritornare ad incontrarci, a riabbracciarci e ritrovarci… ma soprattutto a lavorare per la pace e debellare la guerra.

MASCHERINA D’ARGENTO

Anche quest’anno ha avuto luogo la “Mascherina d’Argento” in versione digitale, che ha coinvolto tanti bambini. Il vincitore di questa edizione è stato Francesco Maiorana, con il costume “Transformers” realizzato dalle sapienti mani del padre.

L’idea del costume è nata qualche anno prima, ma soltanto adesso è stata possibile la sua realizzazione.

Il materiale principale adoperato è stato il polistirolo, scelto dal padre perché consente di realizzare delle linee armoniose, tramite l’utilizzo di carta vetrata liscia e dettagli più definiti grazie all’utilizzo di un saldatore a stagno.

Dopo la realizzazione delle varie parti, è avvenuto l’assemblaggio tramite schiuma ad espansione e bastoncini.

Con l’utilizzo di carta e colla vinilica è stato possibile amalgamare ed irrobustire la struttura, che dopo l’asciugatura, è stata pazientemente verniciata.

Visto il periodo così particolare, il padre ha voluto dare un significato non convenzionale al costume del figlio. Solitamente si pensa al personaggio “Transformers” come un robot da guerra, ma nella nuova visione del papà di Francesco, questo robot si trasforma in un mezzo per gli aiuti umanitari, un camion portatore di PACE.

Vi aspettiamo il prossimo anno!!