L’informaveloce mensile – Edizione AGOSTO 2021

CONCITTADINI DI SUCCESSO

Per la rubrica “Concittadini di successo”, questo mese è il turno di Giovanni Anselmo, concittadino autoctono giovanissimo che ha già portato in alto il nome del nostro Paese grazie alle sue entusiasmanti performance sportive. Giovanni, piccola presentazione:

“Mi chiamo Giovanni Anselmo ho 17 anni e pratico ciclismo su strada a livello agonistico da 4 anni.”

Ebbene si, Giovanni ha iniziato a spingere le sue prime pedalate su strada proprio in giovanissima età. Sorge dunque spontaneo chiedere a Giovanni come sia nata in lui la passione per il Ciclismo, disciplina popolare e molto seguita nell’ambiente sportivo italiano, grazie a campioni con Bartali, Coppi o Pantani. È proprio grazie ad un video del celebre Marco Pantani che, ci racconta Giovanni, la passione per questo sport ha cominciato a farsi spazio dentro di lui. Ogni passione, come spesso accade, viene alimentata da grandi successi. Ed è per questo che chiediamo a Giovanni di raccontarci del suo più grande successo:

“Sicuramente questo sport mi ha dato tante soddisfazioni come: le tante vittorie ottenute dall’inizio di questa avventura e anche le diverse convocazioni ai campionati italiani e al giro della lunigiana che mi vedrà impegnato dal 01/09/2021 al 05/09/2021 spero comunque che questo sport mi possa ancora regalare grandi soddisfazioni.”

Speranza che noi condividiamo insieme al nostro Giovanni, tifando per lui.Proprio sulla scia del racconto dei suoi successi, chiediamo al nostro Giovanni di raccontarci l’emozione che si prova a far parte del team Pantani:

“È stata una grande emozione poter approdare in un team con un nome così prestigioso che ha fatto la storia del ciclismo di tutti i tempi.”

Cogliamo una modestia d’ altri tempi nelle parole di questo giovane talento, e gli chiediamo dunque come fa a mantenere i piedi per terra, cercando di conciliare la sua vita ” normale” con quella da sportivo:

“È molto difficile conciliare impegni scolastici e sportivi però quando c’è la passione per uno sport tutto viene molto più semplice.”

Ogni passione viene spesso incarnata in un personaggio che diventa un idolo, cui ispirarsi. Chiediamo dunque a Giovanni chi sia il suo idolo:

” I miei grandi idoli sono lo scalatore Murciano Alberto Contador e il mitico “Re leone” Mario Cipollini che sapeva emozionare con le sue volate.”

Per concludere, chiediamo a Giovanni di lasciare un messaggio a chi come lui vuole inseguire la propria passione e realizzare il proprio sogno:

” Per fare dello sport che si ama una professione sicuramente ci vuole molto tempo e tanta tanta forza di volontà saper tenere duro nei momenti difficili e saper essere sempre umili e determinati.”

Grazie Giovanni per il tuo esempio e in bocca al lupo per tutto!

SETTEMBRE CHIUDE UNA GRANDE ESTATE

3 SETTEMBRE 

PIETRO ADRAGNA

5 SETTEMBRE

SICILIA STRING ORCHESTRA

EMOZIONI OLIMPICHE

 

Le Olimpiadi sono la vetta più alta che ogni sportivo vuole raggiungere, il Sogno che ognuno di loro spera di poter concretizzare. Valderice si è trovata a sostenere alcuni dei suoi giovani talentuosi e meritevoli presenti ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, emozionandosi virtualmente assieme ad ogni loro vittoria e sconfitta. Il giovanissimo skater Alessandro Mazzara, che ha iniziato a praticare questa disciplina all’età di 7 anni nello skatepark di Cinecittà a Roma, dove adesso vive. La campionessa del tiro con l’arco Maria Andrea Virgilio qualificata per le paralimpiadi, che ottiene un risultato di grande prestigio conquistando la medaglia di bronzo.

E i gemelli Ala e Osama Zoghlami, atleti cussini nei 3000 siepi, i quali ci hanno entrambi tenuti col fiato sospeso e allostesso tempo vissuto una grande avventura.Osama rimasto fuori dalla finale per soli 15 centesimi, ma seppur con molto rammarico ha dimostrato molto. Ala, invece, conclude la finale in 8:18.50 al nono posto, classificandosi anche tra i primi dieci al mondo e secondo migliore atleta di specialità d’Europa. Una Storia eccezionale per ognuno di loro. L’esempio di determinazione, grinta e passione per chiunque, soprattutto per i giovani e agli amanti dello sport. Ma senza dubbio Orgoglio e gioia per il proprio Paese, che non smetterà di tifare per loro.

BRUCIA LA MIA TERRA

Inizia sempre così, vento di scirocco, la temperatura sfiora i 40 gradi e al fuoco bastano pochi secondi per farsi largo tra le sterpaglie. Diversi focolai sicuramente mirati a devastare tutto, menti contorte che pianificano tali azioni criminose. Prima di essere domato con l’ausilio di elicotteri, Canadair, uomini e mezzi il rogo divampa e in men che non si dica è caos, inferno, devastazione, impotenza. Il 26 luglio il fuoco partito da Erice si propaga sino al versante Nord di Valderice, riuscendo a divorare ettari di macchia mediterranea, il 24 agosto il fuoco partito da Fico arriva sino a Seggio , Roccagiglio minacciando le abitazioni.

E dire che gli incendi boschivi sono tra i pochi crimini ambientali che non hanno atteso la storica legge sugli ecoreati del 2015 per generare indagini, processi, condanne. Ma le pene sono miti, e la mano incendiaria raramente viene individuata e le menti contorte continuano a circolare liberamente. Secondo il Rapporto Ecomafie di Legambiente anche l’anno scorso in Italia sono andati in fumo 27 mila ettari di vegetazione, qualcosa come i comuni di Milano e Brescia spariti interamente tra le fiamme.

Il fuoco ha necessità di elementi indispensabili per scaturire un disastro ambientale di taleportata, non basta un fiammifero o un piccolo falò per innescare un incendio: ci sono dei fattori che favoriscono l’aumento e l’alimentazione delle fiamme, per esempio il clima, la tipologia di vegetazione, alcune piante, l’altitudine e la quantità di “materiale” incendiabile. Una fiamma è il risultato di tre fattori: ossigeno, carburante e calore. Se manca anche una sola di queste tre cose, il fuoco non si sviluppa. Per anni gli incendi boschivi sono stati attribuiti all’appetito della speculazione edilizia, che appiccando il fuoco libererebbe insormontabili ostacoli naturali. Ora si suppone la pista dell’eolico…chi vocifera siano persone ben definite…ma in realtà cosa spinge questi loschi individui a commettere tali reati?

E dire che gli incendi boschivi sono tra i pochi crimini ambientali che non hanno atteso la storica legge sugli ecoreati del 2015 per generare indagini, processi, condanne. Ma le pene sono miti, e la mano incendiaria raramente viene individuata e le menti contorte continuano a circolare liberamente. Secondo il Rapporto Ecomafie di Legambiente anche l’anno scorso in Italia sono andati in fumo 27 mila ettari di vegetazione, qualcosa come i comuni di Milano e Brescia spariti interamente tra le fiamme.Ma chi sono i piromani? Possibile nessuno veda nulla? I piromani purtroppo hanno vita facile difficilmente vengono individuati. Il lavoro di indagine è complesso: A differenza di una rapina in banca, nei luoghi incendiati la scena del crimine è immensa e difficilissima da analizzare. Bisogna lavorare di intelligence, raccogliere le rare voci che circolano nei paesi, monitorare le vie d’accesso a tali luoghi e sperare che l’incendiario scelga di dare fuoco proprio al cespuglio inquadrato da una fototrappola o da telecamere.

Il 40 per cento degli incendi italiani sono colposi: c’è chi brucia sfalci e perde il controllo delle fiamme, chi griglia salsicce e finisce per arrostire alberi interi. Del restante 60 per cento una minima parte è ascrivibile a patologia psichica, il grosso a un incredibile mix di astio personale, teppismo, deliranti pratiche agricole o venatorie o chissà cosa altro. A seconda delle annate, gli incendi sono un problema, una tragedia o una catastrofe. Il 2021 una catastrofe per l’intera Sicilia e la Sardegna. Estate dopo estate, canicola dopo canicola, un Paese intero teme l’innesco tra moventi minimi, azioni da nulla e danni colossali. Vorrei lanciare una riflessione…sarebbe utile delineare un’identikit del piromane: conosce bene il territorio, sa dove appiccare il fuoco affinché si propaghi e possa difficilmente essere spento mediante l’intervento di volontari e vigili del fuoco, approfitta dei venti di scirocco, appicca a un determinato orario conscio che i canadair dopo le 19 non possono volare.

È capire: cosa utilizza per appiccicare il fuoco? (Non basta una sigaretta accesa, il fuoco per appiccicare ha bisogno di ossigeno, carburente e una fiamma alimentata) magari scoprire con quali alimenti viene appiccato potrebbe ricondurre a determinati negozi ove li vendono. Inoltre si potrebbe controllere le telecamere poste nei rifornimenti di benzina per verificare chi ha prelevato carburante inserendo in bottiglia e/o bidoni e convocare i soggetti in questura al fine di dimostrare a cosa gli siano serviti. Chiedo a quale scopo danno fuoco? Magari scoprendone il motivo si può trovare anche come contrastare il fenomeno. Intanto Erice, Valderice, Monte Cofano, la Riserva, Bosco Scorace sono i luoghi prediletti dagli incendiari e mentre scrivo queste righe la mia terra continua a bruciare. Un grazie ai volontari della protezione civile, in particolare a S.O.S Valderice, per la solerzia degli interventi ed operatori instancabili.

LA MADONNA DELL’AGRO ERICINO

Valderice è una meta artistica, ricca di Storia e Cultura, di notevole interesse al territorio. Uno dei siti simbolo che testimoniano una tradizione secolare del territorio è l’Arco del Cavaliere o Arco Monumentale, lungo la strada che collega Custonaci a Valderice, nell’ex trazzera del cavaliere Rizzuto – detta via del Cavaliere.Una cappella a pianta quadrata, aperta su quattro lati con pilastri e sormontata da una cupola, databile tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500. Durante la processione dedicata alla Madonna di Custonaci, padrona del grande comune di Erice – che da sempre raccoglie la devozione dell’intero agro ericino – veniva trasportato a Erice, e viceversa, la venerata reliquia del quadro della Madonna, depositato nella cappella durante la sosta attorno al quale si radunavano numerosi fedeli.

Un nuovo complesso fu eretto nel 1847 e da quel momento la cappella divenne luogo di sosta per chi attraversava la trazzera. Si usava lasciare delle offerte votive durante la sosta come ringraziamento. Della cappella rimane oggi la ricostruzione e, in originale, un lato con l’arco e un altare al centro della chiesetta, e rappresenta sia il forte sentimento religioso, vivo ancora oggi nella zona, sia il ruolo economico e di collegamento che Valderice ha avuto nel tempo fino a due secoli fa. Il 24 del corrente mese i fedeli si sono uniti in un breve momento di preghiera e canti dinanzi al quadro ritornato come da tradizione sotto l’Arco del Cavaliere.